Transpersonale cosa vuol dire

Il termine transpersonale, in psicologia, viene usato per indicare un orientamento che riconosce fra le esigenze dell’essere umano, la tensione alla dimensione trascendente e spirituale.

La parola sembra essere stata usata per la prima volta da William James, poi da Roberto Assagioli, il creatore della Psicosintesi, ed in seguito da Carl Jung, con lo scopo di indicare quelle aree della realtà psichica che si estendono oltre l’identificazione con la personalità individuale.

L’essere umano acquista un’identità «trans-personale», cioè un’identità che è in grado di trascendere la struttura dell’individualità “personale”, senza perdere, però, il contatto con essa. Usando una definizione di Roberto Assagioli, l’individuo si scopre “cittadino di due mondi” e viene invitato a vivere “coi piedi per terra e la testa alta verso il cielo”.

La psicologia/counseling transpersonale parte dalla Psicologia Umanista, che riconosce nell’essere umano il bisogno di autorealizzazione (livello “personale”), e si amplia sulle possibilità e potenzialità dello sviluppo interiore, trascendente la natura umana personale, sulla tensione verso dimensioni “oltre” (trans-) l’identità e l’autorealizzazione, riconoscendo le esigenze della dimensione mistica e spirituale di ogni tempo e cultura.

Il recupero dell’aspetto spirituale dell’esistenza non implica in ogni caso l’adesione ad un credo o a una tradizione particolari: non è una fede, non si basa su rivelazioni o dogmi, né su date posizioni filosofiche e culturali.

Quello Transpersonale, in psicologia e counseling, è un orientamento che vede l’essere umano un essere in trasformazione teso alla realizzazione del proprio vero Sé e oltre, in un processo di vitale continuo cambiamento verso stati di coscienza in crescere. 


L’orientamento Transpersonale inizia ad affermarsi intorno agli anni ‘60 del XX secolo. Sono gli anni in cui più profondamente e diffusamente si incontrano due visioni del mondo, quella occidentale e quella orientale, portando reciproche conoscenze e ricchezze di esperienze. L’ambito dell’intervento nell’umano viene ampliato, dando e riconoscendo, anche nella pratica clinica, validità alle pratiche utilizzate da secoli nella cultura orientale: avviene cioè il riconoscimento e l’integrazione di “corpo-mente-psiche-spirito”, in un unico ambito, come aspetti di un’unica entità, riuscendo in un’operazione veramente olistica (dal termine greco olos, totale, comprensivo di tutto): l’integrazione (integro = intero, non rotto) dell’aspetto razionale/logico, tipico dell’ “emisfero sinistro”, predominante della cultura occidentale, e dell’aspetto intuitivo/meditativo/analogico, tipico dell’ “emisfero destro”, predominante della cultura orientale, al fine di un bene-essere integrale/completo dell’essere umano. Anche la cultura orientale conosce nello stesso tempo un suo processo di integrazione.

Quindi la visione transpersonale considera certamente che noi tutti viviamo in Questo Mondo Materiale, che abbiamo un corpo, il quale –indipendentemente dal linguaggio che ci piace di più usare- accoglie, è lo strumento della nostra parte invisibile. Transpersonale non significa quindi dimenticare o tralasciare l’aspetto “personale”, i “problemi”, le difficoltà, gli inevitabili conflitti e crisi che noi tutti incontriamo nella vita. Questi ultimi non vengono affatto sottovalutati, bensì considerati come opportunità per andare ad osservare ed integrare i propri “punti difficili”, le proprie ferite, i propri aspetti caratteriali, i conflitti che incontriamo (che sono l’occasione per aumentare la consapevolezza di sé), accettarli e “risolverli”, imparando a viaggiare anche con essi nel mondo.

Nel cammino transpersonale, per coloro che sentono questa tensione, le azioni della vita e la vita acquistano un significato trascendente e interconnesso, entrano in una “storia più grande”.

Nel paradigma Transpersonale fattori essenziali per poter arrivare alla completezza e all’autorealizzazione individuale e della società, a una migliore qualità della vita e all’ampliamento della coscienza, sono: 

• la conoscenza di sé stessi, dei propri processi, schemi e condizionamenti e dal saperli governare, allenando, tramite la Mindfulness, il nostro Testimone Interiore, l’Attenzione e la Presenza nel qui e ora, al fine di avere sani rapporti relazionali al proprio interno (con le parti che ci abitano) e con gli altri; 

• l’integrazione dell’introspezione, dell’attenzione interiore e il senso di trascendenza con la prassi quotidiana e l’azione esterna nel mondo; 

• il coltivare la pratica contemplativa e l’atteggiamento mindfulness, che sono felice strumento dell’esperienza transpersonale, ossia della possibilità di stati amplificati di coscienza, attraverso i quali possiamo “toccare con mano” che esiste altro oltre l’Io personale.

Il paradigma Transpersonale è un Modello Integrato e Aperto, significa cioè un approccio che prevede l’utilizzo di più forme di intervento (verbali, artistiche, meditative, di movimento, esperienziali, archetipiche… anche del tutto originali e personalizzate al singolo caso) inserite in un contesto flessibile, eclettico e interdisciplinare.