Transpersonale, cosa non è

Transpersonale Stefania Calesini Oltre la montagna

La parola Transpersonale può originare dubbi sull’ambito cui appartiene.
Qui è riportata parte di un articolo di Luigi Lattuada, Direttore dell’Integral Transpersonal Institute di Milano.

Il transpersonale non è l’extra personale
Indagando la differenza tra contenuti transpersonali e contenuti extrapersonali, il confine sembra situarsi al limite del “sacro”. Ciò significa che fenomeni diversi, apparentemente simili, sono espressione di livelli diversi di coscienza. Fenomeni come la telecinesi, la levitazione, la radioestesia, la radionica, il fachirismo, il lavoro con i cristalli, le percezioni extrasensoriali, il camminare sul fuoco, e così via sono assolutamente extrapersonali. Mentre l’esperienza del sé, del supercosciente, il contatto con gli archetipi superiori, così come l’intuizione, la creatività, le esperienze mistiche, le guarigioni spirituali, l’esperienza delle energie sottili e alcuni fenomeni di trans-identificazione, di incarnazione e di “vite passate” sono transpersonali.

Il transpersonale non è new age
Gli ultimi decenni del XX secolo sono stati caratterizzati dall’esplosione del fenomeno New Age, in particolare nella musica, nella letteratura e nei metodi di cura a sfondo esoterico o spirituale. La cultura di cui tutto questo è espressione è spesso superficiale, irrazionale e fideistica (credere senza riserve). Di solito si rivolge a un mercato di consumo di massa, in cui le persone non vogliono sapere veramente chi sono e cercano semplicemente soluzioni facili e senza sforzo. La guarigione o le conquiste spirituali sono spesso offerte nello stesso modo semplice usato per ottenere successo e ricchezza, mentre l’enfasi è posta sugli aspetti positivi e su un risultato garantito. Il sacrificio, il lavoro su di sé, la cura e lo spirito critico sono di solito lasciati da parte. La visione transpersonale invece non contrasta la ragione, ma la trascende (cioè integra, unisce) con l’intuizione che la include. Non esclude l’ombra (ciò che neghiamo in noi), ma dà suggerimenti su come contattarla e conoscerla; non chiede un’accettazione cieca, ma offre modelli di convalida dell’esperienza interiore, non divide il sentire in emozioni negative e positive, ma dà sostegno nel cercare il messaggio che sta in ognuna di esse. Non cerca proseliti e non promette scorciatoie per il paradiso; non è per tutti, ma solo per chi è disposto a intraprendere un cammino impegnativo verso la propria vera natura. Non ha un atteggiamento antiscientifico e fideistico, ma piuttosto lavora a favore dell’ampliamento dei metodi scientifici e dei loro campi d’azione.

Il transpersonale non è una religione
Il movimento transpersonale non è un movimento legato a date religioni, o un’alternativa alle dottrine religiose strutturate e alle tradizioni spirituali organizzate. Piuttosto, studia e cerca di favorire l’esperienza “religiosa” intesa come esperienza di senso e spirituale, cioè l’esperienza interiore del Sé. I suoi campi di interesse non sono dogmi, credenze, verità rivelate, prassi di culto, riti, ma le qualità e potenzialità più propriamente umane e gli strumenti utilizzati per risvegliarle. In altre parole, si occupa delle modalità attraverso le quali ciascuno può raggiungere una spiritualità personale e le caratteristiche ad essa connesse.