
Chi sono
Mi chiamo Stefania Calesini, sono nata a Rimini il 2 luglio 1962, alle 21.40, il mio battesimo degli occhi è stato il mare, l’Adriatico così bistrattato, sfruttato, usato, e così semplice, essenziale, poetico.
Seguendo una delle mie Voci, mi sono laureata in Architettura, disciplina umanistica comprendente numerosi aspetti interconnessi, sia nella teoria che nella pratica.
Ho sempre avuto un ampio ventaglio di interessi, che mi hanno portata ad avere conoscenze e competenze in vari ambiti, e ho letto e studiato e sperimentato varie discipline. Descrivo la mia formazione complessiva come eclettica, personale e “naturalmente” anti-conformista, comprensiva di natura e cultura, scienza ed esperienza. Fra i miei interessi, in relazione anche al mio vissuto di bambina e adulta, hanno avuto un posto importante le dinamiche che muovono le azioni umane ed i loro significati.
Ad un certo punto della mia vita ho incontrato, in persone e situazioni, una speciale risonanza che mi ha permesso di vedere cosa c’era sotto le “maschere” (qualcuna utile e qualcuna no) che avevo indossato e indossavo, di riconoscere cosa, dei miei comportamenti, era stato condizionato dalle mie esperienze passate in un modo che mi aveva allontanato da Me Stessa.
Mi sono formata come Facilitatrice e Counselor ad orientamento Transpersonale integrato, trovandolo adatto al mio essere eclettica, capace di trasformare e di considerare le cose da diversi punti di vista, mentre continuo ad essere curiosa, studiosa, e sperimentatrice, accompagnata dall’insegnamento profondo della vita, sia passata che presente.
Cosa faccio
Accompagno le persone a esplorare gli aspetti delle loro crisi/difficoltà, a trovare/ritrovare le risorse che hanno dentro di sé, le sostengo nella “risoluzione dei problemi” attraverso stimoli che portino ad aumentare la consapevolezza personale e relazionale, e di cosa muove le proprie azioni. .
All’interno dei percorsi, individuali e di gruppo, lavoro con tecniche e forme integrate: possono essere verbali (si parla e si ascolta), ed esperienziali, di movimento, artistiche, manuali, di scrittura, archetipiche, esperienze di mindfulness…, cioè pratiche che permettono alla persona di sperimentarsi in forme diverse, a trovare “soluzioni” diverse, a comprendere cosa è corretto per loro e per le loro relazioni. Mi occupo anche di progetti di formazione. Uno di questi progetti, prendendo una forma letteraria, è diventato il volume Fiabe per Principesse e Principi Curiosi (di cui parlo sotto).
Fra gli strumenti che uso all’interno dei progetti e dei percorsi, c’è la pratica Mindfulness, che permette di allenare l’attenzione sia focalizzata che estesa. Attraverso la Mindfulness, utilizzata in un contesto mirato alla consapevolezza, possiamo allenare l’auto-osservazione, riconoscere profondamente ciò che proviamo, integrare in maniera armonica e funzionale le parti di cui siamo composti, e -arrivando alla Mindfulness Transpersonale- abbiamo la possibilità di accedere a stati superiori di coscienza.
Scrivo. Ho lasciato traccia scritta del mio vissuto e del modo poetico e trasformante con cui abito il mondo in tre raccolte di poesie: Richiami di deriva (Pegasus 2017), Innesti di rose sull’ortica (Calibano Editore 2019) e Panorami d’alchimista (Edizioni Dialoghi 2023), trovando nel linguaggio poetico, nella sua essenzialità, uno strumento di chiarezza.
Dalla poesia – linguaggio dell’emisfero destro – è scaturito un linguaggio analogo, “fiabesco”, in prosa, delle immagini e degli archetipi: è nato il volume Fiabe per Principesse e Principi inquieti Curiosi (Fontana Editore 2022), una raccolta di Fiabe per lettori adulti, nate dall’intento di fornire un seme di riconoscimento dei propri meccanismi di comportamento.
Chi è e cosa fa un counselor
Il counselor professionista è una figura professionale (ai sensi della legge 4/2013), che ha seguito un percorso di studi almeno triennale, ha svolto un percorso di terapia o counseling di gruppo e personale, ha sostenuto un esame ed un percorso di tirocinio. Può essere iscritto ad una associazione di categoria che tutela l’utente e obbliga il professionista ad una formazione costante. Il Counselor è tenuto alla tutela della privacy e a seguire un comportamento deontologico corretto.
Il counselor offre supporto emotivo, accompagnamento e sostegno a persone in buona salute mentale e psicologica che affrontano momenti di crisi personale, relazionale o lavorativa. Non si occupa di psicopatologie o disturbi di personalità.
Il counselor può sostenere le persone nell’aumentare la consapevolezza di sé ed il ben-essere emotivo e mentale, nel migliorare il rapporto con sé stessi e con gli altri, nello sviluppare le proprie potenzialità, nell’aumentare la chiarezza nel prendere decisioni e effettuare scelte, nell’avere un buon senso di autostima, nel migliorare la propria qualità di vita, sostenendo i punti di forza e la capacità di autodeterminazione.
I professionisti del counseling (Counselor Professionali) forniscono un ambiente sicuro e non giudicante per esplorare e affrontare le difficoltà e le sfide dell’individuo, attraverso un approccio empatico e centrato sulla persona.
Nello specifico, la facilitazione ed il counseling ad orientamento transpersonale adoperano un approccio misto ed operativo che integra gli strumenti di lavoro per la crescita personale con tecniche per l’apertura e l’esplorazione della coscienza (nel momento in cui questo è opportuno per la persona accompagnata), in particolare di natura meditativa. Il facilitatore e counselor transpersonale “facilitano” l’emersione delle risorse delle persone attraverso un’azione maieutica basata sull’arte di incoraggiare empaticamente l’autoconsapevolezza, attraverso domande aperte, esplorative e non invadenti e con l’ascolto neutrale, affiancata dall’introduzione di pratiche meditative e di auto-indagine e dall’accompagnamento nella pratica vera e propria.
Il facilitatore e counselor transpersonale è un Professionista che si distingue per il suo stile di vita in linea con l’approccio transpersonale, intendendo per questo che lui/lei stesso/a ha incorporato nella propria vita la pratica meditativa e riconosce nella pratica quotidiana dell’auto-osservazione e dell’auto-indagine, un fattore essenziale del suo lavoro e della sua continua crescita personale e professionale. Opera attraverso una puntuale sospensione del giudizio, riconoscendo al Cliente la sua unicità ed allenandosi quotidianamente all’equanimità della dimensione transpersonale che serve a sostenere un accompagnamento non direttivo e non interpretativo. Questo si traduce in una profonda capacità di ascolto consapevole, che riconosce con umiltà le potenzialità del Cliente e del suo processo attuale, facilitando movimenti di sviluppo, nel pieno rispetto e feedback con le sue reali possibilità.
Puoi leggere altro nella pagina Transpersonale, cosa vuol dire.

