Sul controllo. Perché i Gufi hanno gli Occhi Grandi.

C’è una storia che narra del perché i Gufi hanno gli occhi così grandi, e li tengono spalancati tutta la notte. Pare che ci fu un tempo in cui i Gufi dovettero tenere gli occhi ben aperti, per guardare e controllare tutto quello che succedeva, e così alla fine gli occhi divennero sempre più grandi. Beh, io non so se questa storia è vera, o se è una gufavola, ma è una gufavola interessante, e ve la racconto.
C’era una volta nell’Universo il Pianeta dei Gufi, coperto da una grande GuForesta, dove vivevano Gufi di tutti i tipi. Sul Pianeta i Gufi stavano benissimo, l’unico inconveniente era che ogni numero imprecisato di anni (formula scoperta dai GuFisici, contenente Guf-n variabili incognite), si scatenavano tempeste terribili con un vento violentissimo, che duravano parecchi giorni e facevano cadere molti alberi.
Successe che durante una di queste tempeste, nel Regno dei Guforti, il Re GuFerdinando e la Regina GufAnna, che erano in volo nella GuForesta, furono trascinati via dal Vento della Possibilità, così lontano, così lontano, che nessuno li vide mai più.
Ma la cosa più triste fu che il loro cucciolo, il Principino GuFilippo, rimase all’improvviso senza mamma e senza papà, cioè senza nessuno che si prendesse cura di lui con amore. Pensate un po’ cosa poté provare il piccolo GuFilippo, quando, passata la tempesta, si affacciò dal suo gufonido, realizzato nel Grande GuFaggio Reale, e vide la GuForesta tutta squassata dal vento, e, aspetta aspetta, capì che i suoi genitori non c’erano più. Cadde in una enorme tristezza, e poi gli venne anche una rabbia gufuriosa nei confronti del Vento delle Possibilità, che era stato così ingiusto a portargli via i suoi genitori, e poi ancora verso i suoi genitori, che erano andati in volo proprio durante la tempesta, invece di stare nel gufonido con lui, che era ancora piccolo.
Ma il Pianeta continuò a girare e la vita ad andare avanti, così, dopo la scomparsa del Re GuFerdinando e della Regina GufAnna, i Gufunzionari del Regno si misero a governare tutte le attività e le pratiche del Regno, in attesa che il Principino GuFilippo fosse abbastanza grande per diventare a sua volta Re.
GuFilippo intanto aveva deciso di non volere più brutte sorprese dalla vita, anzi, di non volere proprio sorprese di nessun tipo, che non si sa mai. Iniziò intanto a mettere a posto e tenere in ordine tutti i suoi giocattoli in modo da ritrovarli subito all’occorrenza, e cresceva diventando molto ordinato e preciso. Per questo motivo era considerato dai Gufunzionari molto affidabile, e quindi lo lasciavano fare le cose da solo.
Quando ebbe l’età prevista per diventare Re, fu incoronato Re dei Guforti, e riorganizzò il Regno in modo che tutto potesse essere sotto controllo e che tutto fosse sempre bene in ordine. Istituì il Corpo dei Gufi Guardiani (i cui componenti furono detti GuGu) perché fossero i Controllori di ogni Tipo di Movimento e mettessero tutto a Posto. Così su ogni ramo e rametto del GuFaggio, per controllare chi passava, mise un GuGu di Livello 1…
da “Perché i Gufi hanno gli occhi grandi”, in Fiabe per Principesse e Principi Curiosi, Fontana Editore 2022

Può succedere di essere persone molto controllanti. Di sentire il bisogno di avere tutto sotto controllo, compreso il comportamento degli altri, di essere moooolto “ordinati” e provare un gran fastidio davanti all’altrui “disordine”.

Dove si è originata questa caratteristica della personalità?

Forse ho sperimentato in età infantile una situazione di grande insicurezza, e ora ho bisogno sempre di situazioni certe, vado in crisi per gli imprevisti o per qualsiasi cosa che improvvisamente cambia.

Forse ho subìto io stesso un controllo analogo, e ora ho bisogno di una specie di “rivalsa” sugli altri, e anche su me stesso.

Forse mi sono sentito sbagliato, e ora ho bisogno di essere/mostrarmi perfetto, e di controllare sempre di essere perfetto e di fare sempre cose perfette.

Forse, probabile, un insieme di situazioni simili che complessivamente mi hanno dato la percezione di insicurezza, instabilità, pericolo.

Può darsi che io non ricordi come mi sentivo da piccolo, da piccola, può darsi che, sempre per difesa, dalla mia memoria cosciente sia stato eliminato il ricordo di esperienze dolorose, o che ritenga che non siano importanti.

Quello di cui mi posso accorgere è il fatto di essere controllante, sia che questo mi piaccia o no, e che questo fatto provoca problemi di relazione con gli altri, e mi fa essere rigido e molto esigente con me stesso, ma è così difficile cambiare, e solo il pensiero di cambiare mi mette in crisi.

Ma sono proprio io ad essere controllante, o c’è un “qualcosa” dentro di me che mi spinge a controllare sempre? Posso imparare a considerare questa mia esigenza di controllo come l’azione di una mia “parte interiore”? una parte che si è formata, a suo tempo, per proteggermi dal dolore dell’incertezza, dell’invasione, della svalutazione… e che ha cercato e cerca di evitare, con ogni mezzo, ogni possibile situazione di mancata sicurezza. Poi si è strutturata, ed è rimasta vigile e operativa anche dopo l’infanzia, ed ora costituisce un tratto della mia personalità, del mio carattere, pronta a prevenire o riparare ogni situazione che rimandi a quelle mancanze iniziali. Quindi continua a controllare e forse ora controlla “troppo”.

D’altra parte, il controllo in sé non è né sempre “buono”, né sempre “cattivo”… a volte è troppo, a volte troppo poco, e a volte è utile… c’è un modo di contattare questa parte e provare a parlarle?

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